Nel pregevole rilievo che faceva da frontale ad un sarcofago romano (I sec. d.C., di cui una copia è esposta presso il nostro Museo) - noto come testamentum - raffigurato, dietro il personaggio principale, un calculator intento ad eseguire dei conteggi usando un abaco a palline mobili.

 

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La scena ci suggerisce come doveva svolgersi questo lavoro: il ricco banchiere (deduciamo la sua professione dal sacco di denari che tiene nella mano) dettava l'ammontare dei suoi beni, registrati nel codex accepi et dispensi tenuto tra le mani dalla figura femminile velata (presumibilmente sua moglie) al giovane calculator della casa, che a seconda delle entrate e delle uscite forniva il "saldo" del guadagno.

La scena rappresenta, dunque, quella che fu un'occupazione abituale del personaggio ritratto: evidentemente un ricco proprietario che usava amministrare in prima persona le proprie ricchezze.

La figura maschile che guarda benignamente verso il protagonista - affaciandosi da un artistico rosone, tanto da significare la sua presenza solo morale alla scena - rappresenta un antenato del banchiere.

 

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